SISTEMA DI VALUTAZIONE 501:2025

Valutazione del livello di riciclabilità di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica

Versione ufficiale – Edizione 4
4 marzo 2025
 

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Si ringraziano per il contributo ASSOCARTA, ASSOGRAFICI e COMIECO, i laboratori qualificati per il supporto tecnico e tutti coloro che hanno partecipato alle consultazioni pubbliche.

 

Indice

Introduzione
1. Scopo
2. Riferimenti normativi e metodi
3. Termini e definizioni
4. Principio del sistema di valutazione
5. Determinazione dei risultati
6. Valutazione dei risultati
7. Resoconto di valutazione
8. Utilizzo dei risultati e dichiarazione volontaria del committente in merito alla riciclabilità
9. Utilizzo della dicitura e del marchio attestante la riciclabilità secondo il sistema di valutazione Aticelca

 

Allegati

Allegato 1 – Tabella di conversione per la misura della disomogeneità ottica
Allegato 2 – Metodo integrativo per la misura e la valutazione  delle particelle adesive in presenza di interferenze
Allegato 3 – Determinazione del tempo di bagnatura per materiali e prodotti cellulosici di spessore superiore a 3 mm e metodo integrativo per eseguire la fase preliminare di pre-bagnatura del campione ai fini dell’esecuzione della prova di riciclabilità

 

 

Introduzione

Il sistema di valutazione Aticelca è stato inizialmente sviluppato in seguito all’esigenza di provvedere a una migliore definizione tecnica di quanto riportato nella norma UNI EN 13430 e allegati (CR 13688), e loro relativi aggiornamenti, in merito alla riciclabilità nell’industria cartaria degli imballaggi in carta e cartone. Il sistema è però applicabile a tutti i materiali e prodotti a prevalenza cellulosica, anche non imballaggi, che possono essere avviati a riciclo. Inoltre, il seguente sistema si pone l’obiettivo di incoraggiare l’eco-design, in termini di riciclabilità, dei prodotti prevalentemente costituiti da fibra cellulosica che vengono immessi nella raccolta differenziata, così come dei nuovi materiali in fase di studio e di additivi utilizzati nella fase di trasformazione che possono influenzare la riciclabilità del prodotto finale.

 

Il sistema di valutazione Aticelca è stato inizialmente realizzato da Aticelca con il contributo di Assocarta, Assografici e Comieco e il supporto tecnico di Innovhub e Lucense. Gli ulteriori sviluppi hanno visto il contributo anche degli altri laboratori che si sono successivamente qualificati. Lo sviluppo dei criteri è stato condotto per mezzo di uno studio preliminare, numerose prove di laboratorio e una consultazione pubblica a cui hanno partecipato i diversi attori della filiera (cartiere, imprese della trasformazione e utilizzatori di prodotti in carta e cartone). Nasce nel 2011 come metodo di prova, comprendente sia le metodiche di laboratorio con cui condurre le analisi sui materiali e i prodotti in carta e cartone che la procedura di valutazione dei risultati e di assegnazione del livello di riciclabilità. Ulteriori revisioni sono state condotte nel 2013 e nel 2017. Con la pubblicazione, nell’aprile 2019, della norma UNI 11743:2019 è stata soppressa la metodica di laboratorio, mantenendo la procedura di valutazione dei risultati e di assegnazione del livello di riciclabilità, diventando un “sistema di valutazione”. La pubblicazione, nel dicembre 2022 del metodo di prova Aticelca 502:2022 dal titolo “Analisi della separabilità manuale tra due o più costituenti, di cui almeno uno cartaceo, di un materiale o prodotto ai fini della loro raccolta differenziata e avvio a riciclo” consente di accedere alla valutazione della riciclabilità per mezzo del presente sistema a materiali e prodotti in carta e cartone eliminando i costituenti per i quali è stata dimostrata la separabilità manuale. Uno studio finanziato da Aticelca e Comieco, condotto negli anni 2023 e 2024, ha dimostrato la comparabilità dei risultati ottenuti per mezzo della norma UNI 11743:2019 con quelli ottenuti per mezzo del metodo CEPI recyclability laboratory test method Version 2 dell’ottobre 2022, consentendo quindi di utilizzare anche quest’ultimo metodo per accedere alla valutazione della riciclabilità di Aticelca. Un progetto di ricerca, condotto tra il 2022 e il 2024 e che ha visto la partecipazione di numerose aziende del settore, ha consentito di introdurre una metodica aggiuntiva per le carte concoating barrierante. Uno studio condotto nel 2023 e 2024 da GITAC e Aticelca ha infine consentito di adottare una specifica procedura per i campio di alto spessore.

 

 

1. Scopo

Il presente sistema intende determinare il livello di riciclabilità a livello industriale a partire dai risultati di analisi condotte su scala di laboratorio di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica e in grado di simulare alcune delle fasi principali dei processi industriali di lavorazione della carta da riciclare al fine di produrre nuova carta e cartone. In questo contesto, i criteri adottati per la valutazione utilizzano le evidenze che emergono dalla conduzione delle analisi in conformità alla norma UNI 11743:2019 o al CEPI recyclability laboratory test method Version 2 e successivi aggiornamenti (di seguito “metodo CEPI”). Dette norme analizzano sia parametri di processo (spappolamento, scarto grossolano, fiocchi (denominati scarto fine nel metodo CEPI) e contenuto di particelle adesive inferiori a 2,0 mm) sia di qualità del prodotto ottenuto con le fibre riciclate (formazione del foglio e disomogeneità ottiche).

Il presente sistema di valutazione è applicabile unicamente a carta e cartoni, intesi come materiali a prevalenza cellulosica, e a prodotti costituiti in prevalenza da detti materiali e consente una classificazione su quattro livelli di riciclabilità (livello A+, A, B, C), oltre alla valutazione di non riciclabilità con la carta. Ulteriori specifiche necessarie per la lavorazione della carta da riciclare per mezzo di tecnologia di disinchiostrazione non sono considerate.

Il presente sistema di valutazione è applicabile a materiali e prodotti in carta e cartone analizzati secondo la UNI 11743:2019 o secondo il metodo CEPI, eventualmente privati di uno o più dei suoi costituenti unicamente se per tali costituenti è dimostrata la separabilità manuale per mezzo del metodo di prova Aticelca 502:2022 raggiungendo un livello A, B o C.

 

 

2. Riferimenti normativi e metodi

Il sistema di valutazione fa riferimento alla norma UNI 11743. Carta e cartone – Determinazione dei parametri di riciclabilità di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica e, in alternativa, al metodo CEPI recyclability laboratory test method Version 2 dal titolo “Harmonised European laboratory test method to generate parameters enabling the assessment of the recyclability of paper and board products in standard paper and board recycling mills” e successivi aggiornamenti.

Altri documenti raccomandati ma non indispensabili per l’applicazione del presente sistema sono di seguito elencati.

UNI EN 13430:2005 Requisiti per imballaggi recuperabili per riciclo di materiali; ISO 18604:2013 Packaging and the environment – Material recycling;

UNI EN 643:2014 Carta e cartone – Lista europea delle qualità unificate di carta e cartone da riciclare;

UNI ISO 5631-1:2019 Carta e cartone – Determinazione del colore mediante riflettanza diffusa – Parte 1: Condizioni di luce diurna interna (C/2°);

Aticelca 502:2022 Analisi della separabilità manuale tra due o più costituenti, di cui almeno uno cartaceo, di un materiale o prodotto ai fini della loro raccolta differenziata e avvio a riciclo.

Per i riferimenti datati si applica solo l’edizione citata ed i loro successivi aggiornamenti.

 

 

3. Termini e definizioni

Ai fini del presente sistema di valutazione si applicano i termini e le definizioni riportati di seguito:

carta e cartone da riciclare: carta e cartone a base di fibre naturali idonei per il riciclaggio e costituiti da:

  • carta e cartone di qualsiasi forma;
  • prodotti costituiti in modo predominante da carta e cartone, che possono includere altri costituenti che non possono essere rimossi mediante separazione a secco quali rivestimenti e laminati, rilegature a spirale, ecc. [UNI EN 643]

impiego di carta e cartone da riciclare (processo di riciclo in cartiera): insieme dei processi applicati nel riciclo di carta e cartone da riciclare da parte dell’industria cartaria. Tali processi includono principalmente lo spappolamento di carta e cartone da riciclare e la successiva epurazione della pasta ottenuta dalle componenti non cellulosiche e utilizzano diverse tipologie d’impianto in funzione della natura della carta e del cartone da riciclare e del prodotto finale desiderato. [UNI 11743]

materiale a prevalenza cellulosica: carta e cartone che necessitano di ulteriori trasformazioni per divenire prodotti finiti (per esempio, rotoli e fogli di carta destinati alla stampa o alla cartotecnica, fogli di cartone ondulato destinati alla produzione di imballaggi, bobine di carta “tissue” destinate alla produzione di fazzoletti). Tale materiale può contenere altri costituenti non cellulosici non oltre il 50% in peso. [UNI 11743]

prodotto a prevalenza cellulosica: oggetto finito (come, per esempio, imballaggi, stampati, articoli per uso domestico) costituiti oltre il 50% in peso da materiali a prevalenza cellulosica. [UNI 11743]

riciclabilità: capacità del prodotto di essere lavorato in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista tecnologico ed economico, al fine di riutilizzare le fibre cellulosiche in esso contenute attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse per la lavorazione della carta da riciclare. [UNI 11743]

separabilità manuale: Si considera separabile manualmente una componente che l’utente può separare completamente (salvo eventuali residui irrisori di materiale che possono restare adesi dopo la separazione), e senza rischi per la sua salute e incolumità, dal corpo principale con il solo utilizzo delle mani e senza dover ricorrere a ulteriori strumenti e utensili. [CONAI]

 

 

4. Principio del sistema di valutazione

La riciclabilità del materiale o prodotto a prevalenza cellulosica viene determinata mediante la valutazione dei parametri più significativi che possono impedire o ridurre l’efficienza del processo di riciclo. Il riferimento per l’esecuzione delle analisi di laboratorio necessarie a determinare le caratteristiche sopra elencate è la norma UNI 11743:2019 o, in alternativa, il metodo CEPI.

Il criterio di valutazione del presente sistema utilizza i risultati ottenuti per mezzo delle analisi condotte in conformità con la norma UNI 11743:2019 o il metodo CEPI raffrontandoli con una tabella di valutazione elaborata tenendo conto delle esigenze delle attuali tecnologie di produzione di carta riciclata diffusamente presenti in Italia.

Nel caso di impiego del metodo CEPI, la misura delle particelle adesive (macrostickies) è obbligatoria.

 

 

5. Determinazione dei risultati

Un campione di materiale o prodotto è sottoposto ad analisi in conformità con la norma UNI 11743:2019 e in conformità con il metodo CEPI, i quali vanno a simulare il processo di riciclo in impianti di tipologia più ampiamente diffusa e utilizzata per la lavorazione della carta da riciclare e va a determinare per via analitica il comportamento del materiale o prodotto in tali condizioni. Al termine della prova viene redatto un resoconto di prova.

Le prove di laboratorio previste dalla norma UNI 11743:2019 e dal metodo CEPI sono di seguito brevemente descritte:

  1. Campionamento e preparazione del campione: il campionamento viene effettuato selezionando un determinato quantitativo di materiale conservandone le caratteristiche essenziali e le proporzioni tra i diversi componenti.
  2. Rimozione di eventuali costituenti separabili manualmente: nel caso di un materiale o prodotto per il quale uno o più dei suoi costituenti siano risultati separabili manualmente, secondo il metodo di prova Aticelca 502:2022, dai campioni oggetto di analisi possono essere rimosse le componenti separabili prima di iniziare le analisi di riciclabilità (dal p.to 3 al 10).
  3. Determinazione del contenuto di materia secca: il campione viene sottoposto a una prova in stufa per eliminare l’umidità presente e determinare il contenuto di materia secca alla quale si riferiranno le misure successive.
  4. Spappolamento e diluizione dell’impasto: si procede quindi con lo spappolamento in un pulper di laboratorio del materiale per ottenere un campione di impasto per le successive analisi. Lo spappolamento avviene in condizioni e tempi che simulano il processo che comunemente avviene in pulper industriali a bassa densità. Il campione di impasto viene quindi diluito per le successive prove.
  5. Misura dello scarto grossolano e preparazione del primo accettato: lo scarto grossolano viene determinato attraverso un processo di separazione meccanica delle diverse componenti presenti nell’impasto diluito. La frazione solida che non passa attraverso le fessure rappresenta lo scarto grossolano. L’impasto che invece passa attraverso le piastre forate rappresenta il primo accettato su cui sono condotte le prove successive.
  6. Misura dei fiocchi: i fiocchi vengono determinati con una separazione meccanica delle diverse componenti del primo accettato utilizzando piastre a fessure di larghezza inferiori rispetto a quelle impiegate per lo scarto. La frazione solida che viene trattenuta dalla piastra rappresenta i fiocchi. Nel caso di risultati ottenuti con il metodo CEPI, ai fini della presente valutazione deve essere considerato il risultato di scarto fine (fine reject) calcolato come percentuale rispetto al peso secco dell’aliquota di impasto accettata utilizzata per la prova.
  7. Misura delle particelle adesive (macrostickies): Le particelle adesive (macrostickies) sono determinate con una separazione meccanica delle diverse componenti del primo accettato utilizzando fessure ancora più sottili, la successiva preparazione di provini e l’impiego di un sistema di analisi d’immagine in grado di distinguere le particelle adesive con un diametro equivalente compreso tra 0,1 e 2,0 mm. Viene quindi misurata la superficie complessiva coperta da particelle
  8. Preparazione del secondo impasto accettato e formazione foglietti di laboratorio: l’impasto accettato della misura delle particelle adesive viene omogeneizzato, viene determinata la consistenza in fibre e vengono formati dei foglietti di prova.
  9. Test di adesione: il test di adesione viene condotto verificando che il foglietto non aderisca ai fogli di supporto e copertura dopo che l’insieme è stato pressato tra due piastre metalliche e sottoposto ad alta temperatura. L’adesività è ritenuta assente se il foglio può essere separato nella sua integrità dal supporto e dalla copertura, senza presentare danneggiamenti e Sono ammesse tracce di fibre sul supporto e/o sulla copertura. Non sono invece ammessi frammenti di carta sul supporto e/o sulla copertura.
  10. Valutazione delle disomogeneità ottiche: le disomogeneità ottiche sono valutate osservando il foglietto su entrambi i lati e assegnando un giudizio mediante il confronto con i riferimenti riportati nella norma UNI 11743:2019 e nel metodo CEPI. Il risultato è riportato su una scala da 1 a 3 in cui il livello 1 rappresenta una disomogeneità ottica debole o assente (su base bianco o avana), il livello 2 una disomogeneità media ed il livello 3 una elevata. I fogli intensamente colorati in modo omogeno rientrano nel Livello 2 anche se presentano una disomogeneità ottica debole o assente. Nel caso di risultati ottenuti con il metodo CEPI, per la valutazione della disomogeneità ottica, fare riferimento alla tabella di conversione riportata nell’Allegato 1. L’intensità della colorazione è effettuata in conformità alla UNI ISO 5631-1:2019. Rientrano nel livello 1 i campioni che hanno un valore medio di coordinata colorimetrica L* uguale o superiore a 55.

 

 

6. Valutazione dei risultati

Il materiale o prodotto è classificato come riciclabile o non riciclabile in funzione dei parametri riportati in Tabella 1. Sono previsti quattro livelli di riciclabilità (livello A+, A, B, C), oltre alla valutazione di non riciclabilità con la carta, in funzione delle evidenze riportate dal resoconto di prova ottenuto in conformità con la norma UNI 11743:2019 o in conformità al metodo CEPI recyclability laboratory test method Version 2 o successivi aggiornamenti.

Tabella 1. Criteri di valutazione per la riciclabilità di un materiale/prodotto a prevalenza cellulosica.

Sistema di valutazione della riciclabilità* Aticelca 501:2025
Valutazione generale della riciclabilità Riciclabile con la carta Non riciclabile con la carta
Livello A+ Livello A Livello B Livello C Non riciclabile con la carta
Scarto grossolano (%)** < 1.5 1.5 – 10.0 10.1 – 20.0 20.1 – 40.0 > 40.0
Area di particelle adesive ø < 2000 µm. (mm2/kg) < 10.000 < 10.000 10.001 –

50.000

10.001 –

50.000

> 50.000
Fiocchi (%)*** < 5.0 5.0 – 15.0 15.1 – 40.0 > 40.0
Adesività **** assente assente assente assente presente
Disomogeneità ottica livello 1 livello 2 livello 3 livello 3

Il parametro con il valore peggiore caratterizza la classe di appartenenza del campione.

 

NOTE:

* con riciclabilità si intende la capacità del prodotto di essere lavorato in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista tecnologico ed economico, al fine di riutilizzare le fibre cellulosiche in esso contenute attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse per la lavorazione della carta da riciclare [UNI 11743]. Nel caso in cui il campione sia classificato come “Non riciclabile con la carta”, questo materiale o prodotto non risulta idoneo alla raccolta differenziata con la carta. Resta salvo che possa essere utilizzato in altri processi industriali o avviato a recupero energetico.

** nel caso di carte che presentano una resistenza allo spappolamento e che non sono accoppiate con plastica, alluminio o altri materiali non cartacei, se lo scarto grossolano dopo avere condotto la prova per 10 minuti è superiore al 40%, è ammesso prendere in considerazione il risultato ottenuto conducendo la prova per 20 minuti. Tale circostanza è ammessa unicamente se i fiocchi non presentano frammenti di plastica, alluminio o altri materiali non cartari. Se nella prova a 20 minuti il risultato dello scarto grossolano è inferiore al 40%, è ammesso, ai fini dell’applicazione dei criteri di valutazione e per il solo parametro “scarto grossolano”, utilizzare il Livello C.

Nel caso in cui il campione è un composito che contiene un componente solido non separabile manualmente costituito prevalentemente da uno o più polimeri plastici (ovvero polimeri sintetici o polimeri naturali modificati chimicamente), se è accompagnato da una scheda tecnica comprovante che tale componente è costituito dall’80% o più da polietilene, il valore di scarto grossolano viene diminuito di 5 punti percentuali. A titolo di esempio, se lo scarto grossolano misurato dalla prova di laboratorio è pari a 20%, il valore da utilizzare per il confronto con la tabella 1 è 15%. Qualora invece la scheda tecnica non comprovi il raggiungimento di tale valore o in assenza di scheda tecnica, il valore di scarto grossolano rimane invariato.

*** nel caso di prevalenza di fiocchi in materiale non cellulosico chiaramente identificabile il risultato del parametro fiocchi non viene valutato, ma il valore viene sommato allo scarto grossolano (calcolato sul peso del prodotto di partenza).

**** nel caso in cui la presenza di fibre nel secondo impasto accettato (vedi capitolo 5, paragrafo 8) è ridotta al punto da non consentire la formazione di un intero foglietto secondo la procedura di misura (della norma UNI 11743:2019 o del metodo CEPI), da utilizzare per il test di adesione e la valutazione delle disomogeneità ottiche, si attribuisce la valutazione “non riciclabile nella carta”. Questo elemento va riportato nel rapporto di prova.

 

CASI IN CUI NON E’ POSSIBILE EFFETTUARE LA VALUTAZIONE DI RICICLABILITA’

La “valutazione generale della riciclabilità”, con i relativi livelli A+, A, B, C e non riciclabile, non può essere effettuata nel caso di materiali o prodotti per i quali non sia possibile determinare uno o più parametri di misura per cause dovute alla natura e/o alle caratteristiche del campione di materiale o prodotto.

Sono esempi di queste evenienze:

a) la resistenza allo spappolamento impedisce il funzionamento dello spappolatore o si corre il rischio di danneggiare l’attrezzatura;

b) la presenza di un quantitativo di fiocchi o schiume dense tale da impedire il trasferimento dell’impasto alle fasi successive nella modalità/quantità necessaria;

c) la presenza di particelle metalliche o resine resistenti ad umido falsano la lettura dei macrostickies.

In tutti questi casi la circostanza dovrà essere segnalata nel resoconto di valutazione, il quale non esprimerà la “valutazione generale della riciclabilità” e i relativi livelli A+, A, B, C o non riciclabile.

 

ALTRI CASI PARTICOLARI

CASO 1

Nel caso in cui l’analisi delle particelle adesive subisca l’interferenza da parte di particelle bianche o riflettenti non adesive, riconducibili, ad esempio, a frammenti di alluminio derivanti da una metallizzazione o da una patina barrierante, è comunque possibile ricorrere ad una ulteriore valutazione secondo il metodo descritto all’Allegato 2 al fine di cercare di rimuovere tali interferenze e procedere con la valutazione delle particelle adesive.

 

CASO 2

Nel caso di tubi in cartone, angolari e altri manufatti in carta e cartone il cui spessore supera i 3 mm, è possibile accedere all’analisi secondo la norma UNI 11743:2019 o il metodo CEPI previa pre-valutazione della riciclabilità, ottenuta introducendo una fase preliminare di bagnatura del campione e la misura del tempo di bagnatura richiesto per lo spappolamento del materiale nelle condizioni di prova.

Il metodo per determinare il tempo di bagnatura ai fini della pre-valutazione della riciclabilità è descritto all’Allegato 3.

Il metodo integrativo per eseguire la fase preliminare di pre-bagnatura del campione ai fini dell’esecuzione della prova di riciclabilità secondo la norma UNI 11743:2019 o metodo CEPI è descritto nell’Allegato 3. In questo caso, preliminarmente alla valutazione sulla base dei criteri definiti alla Tabella 1, si applica la valutazione riportata nella Tabella 2.

L’applicazione della pre-valutazione riportata nella Tabella 2 non esime dalla valutazione riportata nella Tabella 1, la quale potrà confermare la pre-valutazione oppure determinare la classificazione ad un Livello di riciclabilità inferiore. La valutazione secondo la Tabella 1 non può determinare in nessun caso un livello di riciclabilità superiore a quanto stabilito con la pre-valutazione.

Tabella 2. Criteri di pre-valutazione per la riciclabilità di un materiale/prodotto a prevalenza cellulosica di spessore superiore a 3 mm.

Pre-valutazione della riciclabilità di materiali cellulosici di spessore superiore a 3 mm  

Livello A

 

Livello B

 

Livello C

Tempo di bagnatura corrispondente a un incremento in peso < 5 % (min) ≤ 30 30-150 > 150

 

 

7. Resoconto di valutazione

 Il resoconto di valutazione deve contenere le seguenti informazioni:

  1. Riferimento al presente sistema di valutazione e al sito aticelca.it dove è disponibile per il pubblico per essere scaricato;
  2. Metodo di analisi impiegato (UNI 11743:2019 o CEPI recyclability laboratory test method Version 2 o successivi aggiornamenti);
  3. Descrizione del materiale o prodotto a prevalenza cellulosica, specificando quanto segue:
    • Se c’è presenza visibile di adesivi, sigillature, stampa, metallizzazioni, materiali accoppiati, componenti accessori oppure altre caratteristiche specifiche utili all’identificazione del campione sottoposto alla prova in conformità alla norma UNI 11743:2019 o al metodo CEPI;
    • nel caso di un prodotto, indicare se prima della prova in conformità alla norma UNI 11743:2019 o al metodo CEPI  è stato sottoposto all’ uso per il quale è stato progettato;
    • nel caso di un materiale o prodotto privo di uno o più dei suoi costituenti separabilimanualmente, indicare i costituenti rimossi prima dell’analisi oltre ad indicare ilnumero identificativo del rapporto di prova e il livello di separabilità manuale ottenuto per mezzo del metodo di prova Aticelca 502: 2022
  4. Valutazione generale della riciclabilità (livello A+ ; A; B; C) o non riciclabilità del prodotto o indicazione del motivo per cui la valutazione non può essere emessa;
  5. Data e luogo della prova;

Copia del resoconto di prova conforme alla norma UNI 11743:2019 o al metodo CEPI deve essere allegato al resoconto di valutazione.
Se pertinente, copia del resoconto di prova conforme al metodo di prova Aticelca 502:2022 deve essere allegato al resoconto di valutazione.

Particolari condizioni di prova, varianti dal metodo UNI 11743:2019 o dal metodo CEPI e tutto quanto non esplicitamente contemplato dalla norma UNI 11743:2019 o dal metodo CEPI e riportato nel resoconto di prova dovrà essere riportato anche sul resoconto di valutazione.

Il contenuto del resoconto di prova in conformità alla norma UNI 11743:2019 o in conformità al metodo CEPI e del resoconto di valutazione in conformità al presente sistema Aticelca 501:2025 possono essere riuniti, ad opera del laboratorio qualificato, in un unico resoconto di prova e valutazione.

 

 

8. Utilizzo dei risultati e dichiarazione volontaria del committente in merito alla riciclabilità

Il presente sistema di valutazione permette di attestare il livello di riciclabilità da un punto di vista tecnico e non comprende la conformità a eventuali requisiti di legge vigenti nel paese di impiego del prodotto.

Il risultato si riferisce al campione così come ricevuto dal laboratorio e analizzato in conformità con la norma UNI 11743:2019 o al metodo CEPI , e descritto nel resoconto di prova. E’ pertanto esclusa dalla valutazione la riciclabilità a seguito di lavorazioni successive o a seguito di usi del materiale o prodotto diversi da quello a cui il campione stesso è stato sottoposto prima dell’analisi.

Sulla base dell’esito della prova, il committente può:

  1. Utilizzare i risultati al fine di orientare lo sviluppo del materiale o prodotto in un’ottica di Eco-design e di Economia circolare;
  2. Utilizzare i risultati quale uno degli elementi utili al fine di comprovare il rispetto della norma UNI EN 13430 e allegati (CR 13688);
  3. Utilizzare i risultati al fine di redigere una propria autodichiarazione volontaria, con icone e diciture proprie, atta a comunicare la riciclabilità del materiale o prodotto;
  4. Utilizzare i risultati al fine di redigere una propria autodichiarazione volontaria, utilizzando l’icona e/o la dicitura Aticelca riportate in allegato 4, atta a comunicare il livello di riciclabilità del materiale o prodotto.

 

Nel caso in cui il campione è stato analizzato privo di uno o più costituenti separabili manualmente, conformemente al metodo di prova Aticelca 502:2022, la dichiarazione di riciclabilità deve essere accompagnata dalla indicazione della necessità di rimuovere i componenti separabili manualmente conforme al campione analizzato per mezzo del metodo di prova Aticelca 502:2022.

 

 

9. Utilizzo della dicitura e del marchio attestante la riciclabilità secondo il sistema di valutazione Aticelca

L’utilizzo ai fini commerciali della dicitura e/o del marchio RICICLABILE CON LA CARTA – Aticelca® 501 associata a un materiale o a un prodotto è vincolato all’esito della prova, eseguita in piena conformità con la norma UNI 11743:2019 o con il metodo CEPI e secondo le buone pratiche di laboratorio ed è consentito esclusivamente alle persone fisiche e giuridiche a cui Aticelca ne ha espressamente concesso l’uso. La denominazione Aticelca® è un marchio registrato e i marchi RICICLABILE CON LA CARTA – Aticelca® 501 sono depositati. L’uso della denominazione Aticelca®, delle diciture e dei marchi di seguito riportati è vincolato al rispetto del “Regolamento per l’uso della dicitura e dell’icona per attestare il livello di riciclabilità secondo il sistema di valutazione Aticelca 501/24” pubblicato sul sito aticelca.it. Aticelca non è responsabile dell’uso improprio della denominazione Aticelca®, delle diciture e/o dei marchi da parte di terzi non autorizzati.

DICITURA SEMPLIFICATA:

Riciclabile con la carta. Livello A+ (Aticelca® 501);

Riciclabile con la carta. Livello A (Aticelca® 501);

Riciclabile con la carta. Livello B (Aticelca® 501);

Riciclabile con la carta. Livello C (Aticelca® 501);

Non riciclabile con la carta (Aticelca® 501).

 

DICITURA ESTESA:

Livello A+ (Aticelca® 501): riciclabile con la carta in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista tecnologico ed economico quando utilizzate, attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse, in miscela con altre fibre secondarie ottenute dalla raccolta differenziata della carta. Il suo riciclo comporta uno scarto inferiore all’1,5 %;

Livello A (Aticelca® 501): riciclabile con la carta in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista tecnologico ed economico quando utilizzato, attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse, in miscela con altre fibre secondarie ottenute dalla raccolta differenziata della carta. Il suo riciclo comporta uno scarto inferiore al 10 %;

Livello B (Aticelca® 501): riciclabile con la carta in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista tecnologico ed economico quando utilizzato, attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse, in miscela con altre fibre secondarie ottenute dalla raccolta differenziata della carta. Il suo riciclo comporta uno scarto inferiore al 20 %;

Livello C (Aticelca® 501): riciclabile con la carta quando utilizzato, attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse, in miscela con altre fibre secondarie ottenute dalla raccolta differenziata della carta. Il suo riciclo comporta uno scarto fino al 40 % e/o un significativo apporto di particelle adesive o di agglomerati di fibre di cellulosa;

Non riciclabile (Aticelca® 501): non riciclabile con la carta in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista tecnologico ed economico quando utilizzato, attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse, in miscela con altre fibre secondarie ottenute dalla raccolta differenziata della carta.

 

IL MARCHIO “RICICLABILE CON LA CARTA ATICELCA® 501”

Il marchio, riportato in esempio alla Figura 1, non è modificabile, le sue parti non possono essere separate e, in caso di riduzione o ingrandimento, occorre mantenere inalterate le proporzioni.

Figura 1 Esempio di marchio in bianco e nero

 

 

Allegato 1 – Tabella di conversione per la misura della disomogeneità ottica

Per convertire la misurazione della disomogeneità ottica effettutata per mezzo del metodo Cepi nella misurazione UNI 11743:2019, fare riferimento alla tabella 3.

Tabella 3. Tabella di conversione per la misura della disomogeneità ottica.

Parametro CEPI UNI 11743:2019
Disomogeneità assente Level 1 Livello 1 su base bianco o avana
Particelle metalliche Level 3

Level 4

Livello 2 su base bianco o avana

Livello 3 su base bianco o avana

Particelle traslucide Level 1

Level 2

Level 3

Level 4

Livello 1 su base bianco o avana

Livello 2 su base bianco o avana

Livello 3 su base bianco o avana

Livello 3 su base bianco o avana

Inchiostri e vernici – colorazione omogenea Level 1

Level 2

Level 3

Livello 1 su base bianco o avana

Livello 2 su base bianco o avana

Livello 2 su base bianco o avana

Inchiostri e vernici – particelle Level 1

Level 2

Level 3

Livello 1 su base bianco o avana

Livello 2 su base bianco o avana

Livello 3 su base bianco o avana

Pigmenti e coating Level 1

Level 2

Level 3

Livello 1 su base bianco o avana

Livello 2 su base bianco o avana

Livello 3 su base bianco o avana

Altro (fibre non cellulosiche, particelle di piante, gomma) Level 1

Level 2

Level 3

Livello 1 su base bianco o avana

Livello 2 su base bianco o avana

Livello 3 su base bianco o avana

 

Allegato 2 – Metodo integrativo per la misura e la valutazione delle particelle adesive in presenza di interferenze

L’analisi ottica dei macrostickies può subire l’interferenza da parte di carte metallizzate o con coating barriera. In particolare quando i provini di laboratorio preparati per questa prova presentano una quantità elevata di particelle riflettenti riconducibili a frammenti di alluminio derivanti da una metallizzazione o particelle bianche riconducibili a frammenti di rivestimento polimerico (patina barrierante) la loro superficie riflettente, utilizzando la ISO 15360-2: Image analysis method, fornisce un contributo che si somma a quello delle particelle riflettenti dei macrostickies. Di conseguenza l’analisi di immagine comporterebbe risultati non direttamente riconducibili alle sole particelle adesive (macrostikies) ricercate in questa indagine.

In questi casi si deve ricorrere ad una ulteriore valutazione dei macrostickies secondo ISO 15360-1: Visual method.

Procedura: utilizzare un microscopio ottico a riflessione con ingrandimenti tra 10-100 e analizzare visivamente se le particelle riflettenti sull’intero foglietto di laboratorio contengono/non contengono particelle riconducibili alla polvere bianca utilizzata per evidenziare la presenza di macrostickies.

Espressione dei risultati:

  • Se si rilevano tracce di polvere (figura 2) si deve concludere che a causa della parziale interferenza di particelle di alluminio/coating barriera non è possibile valutare in modo affidabile l’entità dei macrostickies presenti.
  • Se non si rilevano tracce di polvere (Figure 3 e 4) si deve concludere che la misura è interamente causata dall’interferenza di particelle di alluminio/coating barriera e non si ha presenza significativa di particelle adesive. Si esprime il risultato dei macrostickies come <10.000 mm2/kg.

Figura 2 Esempi di immagine al microscopio in cui è presente polvere di alluminia adesa su placche di coating:

Figura 3 Esempi di immagine al microscopio in cui non è presente polvere di alluminia adesa su placche di coating:

Figura 4 Esempi di immagine al microscopio in cui sono presenti scaglie di metallizzazione:

Nel caso di interferenza dovuta alla presenza di particelle bianche di coating, integrare la prova con l’impiego della polvere scura.

 

INTEGRAZIONE AL METODO NELLA PROVA DELLE PARTICELLE ADESIVE CON IMPIEGO DI POLVERE SCURA

PRINCIPIO

L’integrazione al metodo è in accordo con la ISO 15360-2, per quanto riguarda strumentazione, reagenti e procedura, ma non viene effettuata la fase di inchiostrazione e in alternativa viene effettuata una misurazione con l’impiego di una polvere scura. La valutazione dei macrostickies avviene per comparazione della misurazione effettuata sul provino ottenuto con il metodo standard, ovvero con inchiostrazione e polvere chiara, con un nuovo provino ottenuto senza inchiostrazione e polvere scura. Nel caso in cui il materiale interferente non abbia proprietà adesive, è possibile quindi valutare i macrostickies confrontando la misurazione ottenuta con la polvere chiara e quella ottenuta con la polvere scura.

MATERIALI

–  Carburo di silicio nero in polvere, SiC, con una distribuzione granulometrica di F220 secondo ISO 8486-1

METODOLOGIA

Dopo avere prodotto il filtro secondo la metodologia standard ISO 15360-2 che utilizza l’inchiostro Pelikan 4001 e la polvere chiara (ossido di alluminio), avendo rilevato, dopo la lettura con Sistema di immagine, un valore di macrostickies MS1 che potrebbe essere falsato da interferenze dovute alla presenza di particelle bianche di coating (come da esempio riportato in  Figura 5) ripetere la procedura di raccolta dei macrostickies su filtro bianco come previsto nella ISO 15360-2 ai “punti 10.1 – 10.2” ed essiccare il filtro come descritto al punto: “10.3.1 Heat setting”.

Successivamente non immergere il filtro nell’inchiostro Pelikan 4001 (ovvero non si effettua il “punto 10.3.2 Dyeing”), ma passare direttamente al punto “10.3.3 Recording of Stickies” utilizzando la polvere nera indicata al “punto 6.3.1” della stessa norma, quindi sottoporre a pressione e riscaldamento come previsto. La polvere nera si fisserà sulle particelle adesive e si otterrà un campione come in Figura 6.

Effettuare la misurazione delle aree adesive ricoperte dalla polvere nera mediante il Sistema di immagine utilizzando la funzione Software “Specks” impostando la soglia di 220.

Si ottiene al termine di questa procedura un nuovo valore dei macrostickies MS2.

Ripetere la misurazione su un secondo filtro e calcolare il valore MS2 medio.

VALUTAZIONE DEI RISULTATI

 Nel caso ci sia interferenza il valore MS1 medio ottenuto con la procedura standard generalmente risulterà maggiore del valore di MS2 medio a causa della presenza di particelle di coating bianco interferenti. Mentre nel caso non ci sia interferenza il valore MS1 medio, ottenuto con la procedura standard, generalmente risulterà circa uguale o inferiore del valore di MS2 medio; il valore inferiore di MS2 può essere determinato da un parziale effetto coprente dell’’inchiostro Pelikan 4001 che può ridurre le proprietà adesive dei macrostickies presenti su filtro.

Pertanto si possono presentare i seguenti due casi:

  1. a) MS1 medio ≤ MS2 medio: nessuna interferenza significativa, il risultato MS1 medio è la valutazione corretta dei macrostickies
  2. b) MS1 medio > MS2 medio: interferenza da coating significativa, il risultato MS2 medio è la valutazione corretta dei macrostickies

Qualora si rientri nel caso b) impiegare per la valutazione complessiva di riciclabilità il valore MS2 medio e riportare nel Resoconto di prova che il valore dei macrostickies è stato determinato con il metodo descritto nella presente nota integrativa, riportando sia il valore MS1 minimo, medio e massimo che il valore MS2 minimo, medio e massimo.

 

Figura 5  Esempio di interferenze nella misura delle particelle adesive

 

Figura 6 Esempio di misura delle particelle adesive con polvere scura

 

 

Allegato 3 – Determinazione del tempo di bagnatura per materiali e prodotti cellulosici di spessore superiore a 3 mm e metodo integrativo per eseguire la fase preliminare di pre-bagnatura del campione ai fini dell’esecuzione della prova di riciclabilità

La carta e i prodotti in carta e cartone di alto spessore (superiore a 3 mm) possono non essere compatibili con le dimensioni della strumentazione di laboratorio. Per tali materiali è quindi necessario eseguire una pre-bagnatura prima dello spappolamento al fine di evitare danni alle attrezzature di laboratorio. La determinazione del tempo necessario a bagnare il campione è quindi utilizzata anche come elemento aggiuntivo di pre-valutazione della riciclabilità ed è applicabile unicamente a materiali e prodotto a base di carta e cartone con spessore superiore a 3 mm.

 

DETERMINAZIONE DEL TEMPO DI BAGNATURA PER MATERIALI E PRODOTTI CELLULOSICI DI SPESSORE SUPERIORE A 3 MM

La seguente pre-valutazione della riciclabilità è propedeutica per poter accedere all’analisi secondo la norma UNI 11743:2019 o il metodo CEPI previa bagnatura iniziale del campione.

Il tempo di bagnatura necessario ai fini dello spappolamento è correlato con la capacità di assorbimento d’acqua dei provini. La capacità di assorbimento d’acqua viene valutata immergendo i provini in un determinato volume di acqua a temperatura costante di 40 ± 2 °C, misurando la differenza di peso a intervalli di tempo successivi.

Il tempo di bagnatura corrisponde al momento in cui viene misurato un incremento di peso dei provini <5% tra due misure successive e un incremento di peso dei provini di almeno il 120% rispetto al loro peso secco iniziale (Figura 7).

 

Figura 7: Esempio di variazione del peso di un provino di tubo in cartone nel tempo dovuto all’assorbimento di acqua.

Prelevare tre provini di dimensioni circa 3 cm di lunghezza x 3 cm di larghezza dal campione opportunamente preparato secondo la norma UNI 11743:2019 o il metodo CEPI.

Il campione deve essere tagliato in provini di dimensioni circa 3 cm x 3 cm mediante sega circolare e fornito al laboratorio già tagliato. (Figura 8).

Verificare che i provini selezionati per la prova non presentino evidenti difetti dovuti al taglio e/o alla fabbricazione, i quali potrebbero alterare la capacità di assorbimento dell’acqua all’interno del materiale.

 

Figura 8. Esempio di provini ricavati da tubi in cartone per l’analisi di riciclabilità.

Inserire un singolo provino in un bicchiere di vetro borosilicato di capacità 250 ml, riempito con circa 200 ml di acqua di rete, alla temperatura di 40 ± 2 °C mantenuta termostatata mediante piastra riscaldante o apparecchio analogo, senza agitazione (Figura 9).

Registrare il tempo a partire dall’inserimento del provino nell’acqua.

Per effettuare la misura del peso del provino a un determinato tempo, prelevare il provino dall’acqua mediante una pinza in acciaio e posizionarlo su un setaccio in acciaio a maglia sottile, in modo da favorire lo sgocciolamento dell’acqua in eccesso per gravità, senza applicare compressione (Figura 10).

Fermare il conteggio del tempo subito dopo aver prelevato il provino dall’acqua. Girare il provino sui diversi lati mediante pinza di acciaio e lasciarlo sgocciolare circa 2-3 secondi per lato.

Figura 9 Esempio di prova di assorbimento di acqua

 

Figura 10 Esempio di rimozione dell’acqua in eccesso

 

Afferrare il provino mediante la pinza e pesarlo su bilancia tecnica, registrando il peso in g con precisione di 0,01 g.

Qualora fosse prevista una misura di peso a un tempo successivo, riposizionare subito il provino nel bicchiere con acqua, lo stesso utilizzato in precedenza. Avviare di nuovo il conteggio del tempo.

Il peso del provino viene misurato dopo 20 minuti (w20) e dopo 30 minuti (w30) dall’inizio della bagnatura e viene calcolato l’incremento di peso Δ% tra le due misure secondo la seguente formula:

Δ%=((w30-w20) /w20) x100%

Se questo incremento è inferiore a 5% e il peso del provino dopo 30 minuti è almeno il 120% rispetto al suo peso secco iniziale, o nel caso in cui il provino fosse completamente sfaldato o separato nei singoli strati costituenti prima di questi tempi, la prova di bagnatura si interrompe e viene assegnato il risultato ≤ 30 minuti.

 

In alternativa, la fase di bagnatura viene prolungata e viene misurato il peso del provino dopo 120 minuti (w120) e dopo 150 minuti (w150) dall’inizio della bagnatura. Viene calcolato l’incremento di peso Δ% tra le due misure secondo la seguente formula:

Δ%=((w150-w120) /w120) x100%

Se questo incremento è inferiore a 5% e il peso del provino dopo 150 minuti è almeno il 120% rispetto al suo peso secco iniziale, o nel caso in cui il provino fosse completamente sfaldato o separato nei singoli strati costituenti prima di questi tempi, la prova di bagnatura si interrompe e viene assegnato il risultato 30-150 minuti.

Qualora il provino risultasse non sufficientemente bagnato secondo quanto descritto sopra dopo 150 minuti, in questo caso viene assegnato il risultato > 150 minuti.

 

Ripetere la prova nella stessa modalità con gli altri due provini.

Riportare il risultato del tempo di bagnatura per i tre provini, calcolato come descritto precedentemente.

 

METODO INTEGRATIVO PER ESEGUIRE LA FASE PRELIMINARE DI PRE-BAGNATURA DEL CAMPIONE AI FINI DELL’ESECUZIONE DELLA PROVA DI RICICLABILITÀ

Determinare il tempo di bagnatura secondo la procedura descritta sopra.

Pesare l’aliquota di campione corrispondente a circa 50 g al secco, secondo quanto descritto nella norma UNI 11743:2019 o metodo CEPI. Nel caso di tubi in cartone, il campione deve essere tagliato in provini di dimensioni circa 3 cm x 3 cm mediante sega circolare e fornito al laboratorio già tagliato. Verificare che i provini selezionati per la prova non presentino evidenti difetti dovuti al taglio e/o alla fabbricazione, i quali potrebbero alterare la capacità di assorbimento dell’acqua all’interno del materiale.

Inserire il campione in un bicchiere di vetro borosilicato di capacità 1000 ml, riempito con circa 800 ml di acqua di rete, alla temperatura di 40 ± 2 °C mantenuta termostatata mediante piastra riscaldante o apparecchio analogo, senza agitazione.

Mantenere il campione in acqua per un tempo in eccesso rispetto a quanto determinato ai fini della prevalutazione, per consentire una ulteriore bagnatura degli strati più interni dei provini, nella seguente modalità:

  • Risultato della pre-valutazione ≤ 30 minuti: mantenere il campione di prova in acqua per 45 minuti
  • Risultato della pre-valutazione 30-150 minuti: mantenere il campione di prova in acqua per 180 minuti
  • Risultato della pre-valutazione > 150 minuti: mantenere il campione di prova in acqua per 24 ore.

Al termine del tempo indicato, trasferire il campione e la relativa acqua nello spappolatore, aggiungere una quantità opportuna di acqua di rete a temperatura di circa 40°C fino ad ottenere un volume totale di 2 litri e consistenza pari a 2,5%.

Procedere con lo spappolamento e tutte le fasi successive della prova, come descritto nella norma UNI 11743:2019 o metodo CEPI.