METODO ATICELCA 502:2022

Analisi della separabilità manuale tra due o più costituenti, di cui almeno uno cartaceo, di un materiale o prodotto ai fini della loro raccolta differenziata e avvio a riciclo

Versione ufficiale – Edizione 1
Approvata dal Consiglio Direttivo il 14 dicembre 2022
Pubblicata da Aticelca il 14 dicembre 2022
Valida dal 14 dicembre 2022
Periodo transitorio fino al 14 dicembre 2022
 

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Si ringraziano per il contributo Assocarta, Assografici, Comieco e Conai.

Un particolare ringraziamento a Ecol Studio, Innovhub, Lucense e Mérieux NutriSciences per il supporto tecnico.

 

Indice

Introduzione

1. Scopo
2. riferimenti normativi, metodi e riferimenti bibliografici
3. termini e definizioni
4. principio del metodo
5. apparecchiature
6. campionamento e preparazione del campione
7. misura della separabilità
8. valutazione dei risultati
9. resoconto di prova

 

Allegati

Allegato 1 – Schema a blocchi delle diverse fasi del presente metodo
Allegato 2 – Schema di domande da somministrare ai giudici

 

 

Introduzione

Il presente metodo Aticelca è stato sviluppato in seguito all’esigenza di disporre di una metodologia comune e oggettiva per identificare quando i costituenti cartacei e i costituenti non cartacei di materiali e prodotti, inclusi gli imballaggi, siano tra loro separabili manualmente con sufficiente facilità ed efficacia.

Il metodo è applicabile a tutti i materiali e prodotti composti da due o più costituenti in cui almeno uno di essi è a prevalenza cellulosica e possa essere avviato a riciclo nella carta nel rispetto delle disposizioni nazionali e comunali vigenti e delle indicazioni fornite dal Conai.

Il metodo si pone l’obiettivo di affiancare il Sistema di valutazione Aticelca 501 “Valutazione del livello di riciclabilità di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica sulla base della norma UNI 11743:2019” consentendo di sottoporre ad analisi di riciclabilità i soli costituenti in carta o cartone. Vuole quindi essere uno strumento utile a consentire e promuovere l’eco-design, in termini di progettazione di manufatti che possano essere meglio separati per essere avviati alla raccolta differenziata nelle loro diverse componenti.

 

 

1. Scopo

Il presente metodo intende determinare, per mezzo di una metodica di laboratorio, il livello di separabilità in un contesto domestico o professionale dei costituenti cartacei dai costituenti non cartacei presenti insieme in materiali e prodotti. In questo contesto, con il presente metodo si analizzano sia parametri quantitativi (tempi ed efficienza della separazione) sia qualitativi (comprensibilità dell’operazione).

Il presente metodo è applicabile unicamente a materiali e prodotti in cui uno dei costituenti è in carta e cartone, intesi come materiali a prevalenza cellulosica, e a prodotti costituiti in prevalenza da detti materiali. Esempi sono la maniglia removibile di un sacchetto in carta, l’etichetta adesiva, la finestra di una busta in carta, il nastro adesivo di una scatola in cartone ondulato, la spirale metallica di un quaderno o uno strato plastico pelabile di una carta accoppiata. Il presente metodo è applicabile anche a prodotti cartari costituti da due costituenti cartacei aventi caratteristiche tra loro differenti, ad esempio nel caso di prodotti in cui un costituente cartaceo è destinato al riciclo nella carta mentre l’altro è destinato a un’altra forma di recupero, quale ad esempio il compostaggio.

Il presente standard si riferisce alla separabilità con l’impiego unicamente delle mani e non contempla i casi in cui i costituenti siano separabili per mezzo di attrezzi, anche qualora utilizzabili manualmente, quali ad esempio forbici e coltelli.

Il presente standard può essere usato anche per confrontare la separabilità di materiali differenti applicati a un supporto cartaceo predefinito di riferimento.

 

 

2. Riferimenti normativi, metodi e riferimenti bibliografici

I seguenti documenti di riferimento sono indispensabili per l’applicazione del presente metodo. Per i riferimenti datati si applica solo l’edizione citata ed i loro successivi aggiornamenti.

I seguenti documenti di riferimento sono raccomandati ma non indispensabili per l’applicazione del presente metodo. Per i riferimenti datati si applica solo l’edizione citata ed i loro successivi aggiornamenti.

Norma UNI 11743. Determinazione dei parametri di riciclabilità di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica

Sistema Aticelca 501. Valutazione del livello di riciclabilità di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica sulla base della norma UNI 11743

Norma UNI EN 13430. Requisiti per imballaggi recuperabili per riciclo di materiali. Norma ISO 18604. Packaging and the environment – Material recycling
Norma UNI EN 643. Carta e cartone – Lista europea delle qualità unificate di carta e cartone da riciclare.

Norma ISO 8586-1. Sensory analysis – General guidance for the selection, training and monitoring of assessors Selected assessors.

CONAI – Linee guida per una etichettatura ambientale obbligatoria degli imballaggi. CONAI – Contributo diversificato carta.

 

 

3. Termini e definizioni

Ai fini del presente metodo si applicano i termini e le definizioni seguenti:

3.1 Carta e cartone da riciclare: carta e cartone a base di fibre naturali idonei per il riciclaggio e costituiti da:

  • carta e cartone di qualsiasi forma
  • prodotti costituiti in modo predominante da carta e cartone, che possono includere altri costituenti che non possono essere rimossi mediante separazione a secco quali rivestimenti, laminati, rilegature a spirale, ecc. [UNI EN 643]

3.2 Impiego della carta e cartone da riciclare: insieme dei processi applicati nel riciclo della carta e cartone da riciclare da parte dell’industria cartaria. Questi includono principalmente lo spappolamento della carta e cartone da riciclare e la successiva epurazione della pasta ottenuta dalle componenti non cellulosiche. In questo contesto possono essere impiegati diverse tipologie d’impianto in funzione della natura della carta da riciclare e del prodotto finale desiderato. Ai fini della determinazione del livello di riciclabilità il presente metodo intende simulare a livello di laboratorio i processi convenzionali e più ampiamente diffusi a livello nazionale per il riciclo della carta ottenuta con la raccolta differenziata. [UNI 11743]

3.3 Riciclabilità: carta e cartoni, e i prodotti con essi realizzati, sono considerati riciclabili in un impianto cartario se le fibre cellulosiche di cui sono costituiti portano alla produzione, in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista tecnologico ed economico attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse, di un foglio nuovo di carta o cartone di qualità idonea alle esigenze del mercato. [UNI 11743]

3.4 Materiale a prevalenza cellulosica: carta e il cartone (quali ad esempio i rotoli e i fogli di carta destinati alla stampa o alla cartotecnica, i fogli di cartone ondulato destinati alla produzione di imballaggi, le bobine di carta tissue destinate alla produzione di fazzoletti, ecc.) che necessitano di ulteriori trasformazioni per divenire oggetti finiti. Possono includere altri costituenti non cellulosici ma in ogni caso il costituente predominante è rappresentato da carta e cartone.

3.5 Prodotto a prevalenza cellulosica: oggetti finiti (quali ad esempio gli imballaggi, gli stampati, gli articoli per uso domestico, ecc.) costituiti in modo predominante da materiali a prevalenza cellulosica.

3.6 Costituente cartaceo: materiale o prodotto a prevalenza cellulosica oggetti dell’avvio a riciclo privi del costituente separabile.

3.7 Costituente non cartaceo: materiale o prodotto non cellulosico, che è parte di un materiale o prodotto costituito anche da un costituente a prevalenza cellulosica e che rappresenta una parte distinta per forma o natura dal costituente cartaceo e che è destinato ad essere separato dal costituente cartaceo al fine di destinarlo a un fine vita differente rispetto al riciclo nella carta a cui è destinato il costituente cartaceo.

3.8 Costituente cartaceo di caratteristiche differenti: materiale o prodotto cellulosico, che è parte di un materiale o prodotto costituito anche da un costituente a prevalenza cellulosica e che rappresenta una parte distinta per forma o natura dal costituente cartaceo e che è destinato ad essere separato dal costituente cartaceo al fine di destinarlo a un fine vita differente rispetto al riciclo nella carta a cui è destinato il costituente cartaceo.

3.9 Costituente primario: uno dei due costituenti di cui si deve determinare la separabilità dal costituente secondario. Il costituente primario è sempre cartaceo. Il costituente primario non è necessariamente quello prevalente in peso ma è quello destinato al riciclo con la carta.

3.10 Costituente secondario: costituente diverso dal costituente primario di cui si deve determinare la separabilità dal costituente primario. Può essere non cartaceo o cartaceo ma con caratteristiche differenti dal costituente primario. Può essere destinato a una opzione di riciclo o allo smaltimento indifferenziato. I costituenti secondari possono essere più d’uno.

3.11 Separabilità manuale: si considera separabile manualmente una componente che l’utente può separare completamente (salvo eventuali residui irrisori di materiale che possono restare adesi dopo la separazione), e senza rischi per la sua salute e incolumità, dal corpo principale con il solo utilizzo delle mani e senza dover ricorrere a ulteriori strumenti e utensili. [CONAI].

3.10 Giudice: persona addestrata che prenda parte a una prova di separabilità.

 

 

4. Principio del sistema di valutazione

La separabilità di un costituente secondario dal costituente primario viene determinata mediante misurazione in laboratorio dei parametri che intervengono sulla possibilità da parte dell’utente di separare le due parti in maniera efficace ed efficiente, ovvero per mezzo di un’operazione sufficientemente semplice, intuitiva, completa, salvo residui irrisori, e temporalmente ragionevole. Specificatamente, la separabilità è verificata sulla base dell’intuitività delle istruzioni fornite per poter procedere nella separazione, sulla misura del tempo necessario per l’operazione e nell’efficacia dell’operazione, intesa come la presenza significativa di frazioni residue rimaste unite a uno o a entrambi i costituenti o la rottura di uno dei due costituenti tale da impedirne la separazione in tempo utile.
Nel caso in cui un prodotto è costituito da più di due costituenti, il metodo è applicato al costituente primario, avente natura cartacea, rispetto all’insieme dei costituenti secondari, qualora siano da rimuovere. Di seguito quando è indicato “costituente secondario” è inteso anche l’insieme di due o più costituenti secondari da rimuovere.
Uno schema a blocchi che rappresenta le diverse fasi del metodo è riportato in allegato 1.

 

 

5. Apparecchiature

5.1 Cronometro dotato di una precisione al decimo di secondo.

 

 

6. Campionamento e preparazione del campione

Il campionamento, l’immagazzinamento e la manipolazione devono essere eseguiti in modo tale da evitare qualsiasi cambiamento fisico del campione, quale la parziale o totale rimozione di uno dei costituenti.
L’obiettivo della prova, ovvero le modalità di esecuzione dell’operazione di separazione e i costituenti principale e secondari di cui si intende misurare la separabilità devono essere individuati con certezza prima dell’esecuzione della misura.
Assicurarsi che il campione abbia almeno 15 giorni dalla data di produzione.

 

 

7. Misura della separabilità

7.1 Giuria

La giuria consiste di almeno 10 giudici. I membri della giuria devono essere edotti del procedimento di cui ai punti 7.2. e 7.3. Linee guida concernenti le prove e la selezione dei giudici sono fornite nella ISO 8586-1.

7.2 Procedimento

Fornire ad ogni giudice uno o più campioni di prova e un modulo per la valutazione redatto sulla base delle domande riportate nell’allegato 2, chiedendo di procedere con le valutazioni di cui al punto 7.3 e 7.4. Verificare la comprensione dell’operazione di separazione e la corretta individuazione dei costituenti da separare da parte di ogni giudice e successivamente fornire a ogni giudice due ulteriori campioni con cui procedere con la valutazione di cui al punto 7.5 e 7.6.

7.3 Valutazione della presenza e della comprensibilità dell’indicazione di separare i costituenti

Chiedere ai giudici, sulla base delle domande riportate nell’allegato 2, di valutare la presenza di una indicazione (in formato testuale o per mezzo di pictogrammi) di separare i diversi costituenti al fine del loro conferimento differenziato. L’indicazione deve essere individuabile, leggibile, comprensibile, e non devono essere presenti informazioni tra loro contrastanti. La valutazione è distinta in due parti.

Parte a) Valutazione della presenza dell’indicazione
Ogni giudice esprime il risultato assegnando un punteggio sulla base di una scala da 0 a 3 con:

0 = L’indicazione non è individuabile;
3 = L’indicazione è immediatamente individuabile.

Calcolare la percentuale Pa1 delle risposte che hanno indicato la risposta contrassegnata da un valore superiore a 0. Calcolare il valore medio Ma1 delle risposte.

Parte b) Valutazione della leggibilità e comprensibilità dell’indicazione Chiedere ai giudici di valutare la comprensibilità delle indicazioni.
L’indicazione deve essere comprensibile e priva di informazioni contrastanti. Ogni giudice esprime il risultato assegnando un punteggio sulla base di una scala da 0 a 3 con:

0 = L’indicazione non è leggibile, non è comprensibile o contiene informazioni contrastanti;

3 = L’indicazione è immediatamente leggibile, comprensibile e priva di informazioni contrastanti.

Calcolare la percentuale Pa2 delle risposte che hanno indicato la risposta contrassegnata da un valore superiore a 0. Calcolare il valore medio Ma2 delle risposte.

7.4 Valutazione della comprensibilità dell’operazione manuale di separazione

Chiedere ai giudici, sulla base delle domande riportate nell’allegato 2, di valutare quanto ritengono comprensibili le modalità con cui sono tenuti a svolgere l’operazione di separazione dei costituenti, sia per mezzo di forme (quali ad esempio la presenza di una linguetta, una scanalatura o un foro atti a facilitare la presa) che con l’ausilio di eventuali istruzioni (in formato testuale o per mezzo di pictogrammi) presenti sul prodotto, e di riportare il risultato nel modulo di valutazione. Ogni giudice esprime il risultato assegnando un punteggio sulla base di una scala da 0 a 3 con:

0 = La modalità con cui’ operare per separare il costituente da rimuovere non è comprensi bile;
3 = La modalità con cui operare per separare il costituente da rimuovere è immediatamente comprensibile.

Al termine della prova verificare che il giudice abbia effettivamente compreso le modalità di svolgimento dell’operazione, abbia correttamente individuato il costituente principale e il costituente secondario e abbia eseguito la separazione correttamente.
Nel caso in cui il giudice non dovesse avere compreso le effettive modalità di svolgimento dell’operazione, ne avesse individuate di diverse e sbagliate o non dovesse avere individuato correttamente quali costituenti separare, istruire il giudice sulla corretta operazione. In questo caso, qualora il giudice avesse espresso un giudizio superiore a 0, il giudizio viene modificato in 0.
Se necessario, fornire al giudice ulteriori campioni fino a quando non ha compiuto correttamente l’operazione di separazione manuale almeno una volta.
Calcolare la percentuale Pb delle risposte che hanno indicato la risposta contrassegnata da un valore superiore a 0. Calcolare il valore medio Mb delle risposte.

7.5 Valutazione del tempo necessario per eseguire la separazione

Chiedere ai giudici di effettuare, su due ulteriori campioni, l’operazione di separazione dei due costituenti e di riportare il risultato nel modulo di valutazione. Mettere a disposizione dei giudici una superficie piana con spazio sufficiente ai lati per consentire di depositare da un lato il costituente principale e dall’altro il costituente secondario senza che questi possano interferire con i movimenti delle braccia. Il tempo viene misurato a partire dal momento in cui il giudice ha in mano il campione o tra le mani il campione appoggiato sul piano e inizia l’operazione di separazione. L’operazione termina nel momento in cui il giudice deposita ad uno dei due lati l’ultimo dei pezzi dei costituenti separati. Per effettuare l’operazione nelle ultime due prove il giudice si avvale di un assistente, che avvia il cronometro, e dando simultaneamente un segnale. Quando il giudice ritiene di avere completato l’operazione di separazione dà un segnale concordato all’assistente il quale ferma il cronometro.
Ogni giudice esprime il risultato misurando il tempo in secondi che impiega per rimuovere il costituente secondario dal costituente primario nelle due prove cronometrate. Il risultato è espresso in secondi arrotondati alla prima cifra decimale.
Calcolare il valore medio dei tempi di ogni giudice. Il risultato è espresso in secondi arrotondati alla prima cifra decimale. Nel caso in cui il giudice non porti a termine la prova, non vi riesca o vi rinunci, ad esempio perché la ritenga non sicura per la propria o altrui incolumità, viene assegnato un tempo medio di 100 secondi.
Escludere eventuali valori anomali identificati per mezzo del test di Grubbs e quindi calcolare il valore medio dei valori medi di ogni giudice. Il risultato è espresso in secondi arrotondati alla prima cifra decimale.
Calcolare la deviazione standard. Il risultato è espresso in secondi arrotondati alla prima cifra decimale.
Calcolare il limite decisionale, inteso come la media più la deviazione standard. Il risultato T è espresso in secondi arrotondati alla prima cifra decimale.

7.6 Valutazione della completezza della separazione

Raccogliere i costituenti principali e secondari separati dalle due prove cronometrate condotte da ogni giudice e valutare la presenza di parti o pezzi di uno dei due costituenti rimasti con l’altro costituente.
Per ogni costituente principale esprime il risultato assegnando un punteggio sulla base della seguente scala:

Sì: separazione completa, ovvero il costituente principale e il costituente secondario non presentano pezzi o parti dell’altro costituente. Sono ammessi residui irrisori di materiale che possono restare adesi dopo la separazione, quali tracce di colla, inchiostri e fibre.
No: separazione incompleta, ovvero il costituente principale e/o il costituente secondario presentano pezzi o parti dell’altro costituente, ad eccezione di residui irrisori di materiale che possono restare adesi dopo la separazione, quali tracce di colla, inchiostri e fibre.
Calcolare la percentuale Pc dei risultati contrassegnati da Sì.

 

 

8. Valutazione dei risultati

I costituenti sono classificati come separabili o non separabili in funzione dei limiti decisionali ottenuti rispetto ai parametri riportati in Tabella 1. Sono previsti tre livelli di separabilità (livello A, B, C), oltre alla valutazione di non sufficiente separabilità dei costituenti.

Tabella 1. Criteri di valutazione per la separabilità di costituente cartacei dai costituenti non cartacei, o costituenti cartacei di caratteristiche differenti, di un materiale o prodotto.

CRITERI DI VALUTAZIONE SEPARABILI NON ADEGUATAMENTE SEPARABILI
Livello A Livello B Livello C Livello non sufficiente
Presenza dell’indicazione di separare i costituenti Pa1≥80% Pa1<80%
Comprensibilità e leggibilità dell’indicazione di separare i costituenti e assenza di indicazioni contrastanti Pa2≥80% Pa2<80%
Comprensibilità dell’operazione manuale di separazione Pb≥80% Pb<80%
Tempo di separazione (s) T<10 T≥10 – T<30 T≥30 – T<60 T≥60
Completezza della separazione Pc≥80% Pc<80%

Il parametro con il valore di limite decisionale peggiore caratterizza la classe di appartenenza del campione. Nel caso in cui sono presenti più componenti secondari da rimuovere contestualmente, il tempo di separazione di riferimento viene aumentato del 50%.

 

 

9. Resoconto di prova

Il resoconto di prova deve contenere le seguenti informazioni:
a) Descrizione del materiale o prodotto nel suo insieme, del costituente cartaceo e del costituente non cartaceo, o del secondo costituente cartaceo, oggetti di verifica. Indicare le caratteristiche specifiche utili all’identificazione del campione e dei costituenti. Indicare se è presente l’indicazione di separare i diversi costituenti. Indicare se sono presenti istruzioni per la separazione dei costituenti;
b) Documentazione grafica o fotografica dell’indicazione di separare i diversi costituenti e, se sono presenti, delle istruzioni per la separazione dei costituenti;
c) Eventuale documentazione fotografica del materiale o prodotto con i costituenti in primo piano;
d) Il numero dei giudici partecipanti al panel test;
e) Tabella dei risultati (Pa1, Ma1, Pa2, Ma2, Pb, Mb, T, Pc) espressi in accordo ai criteri stabiliti rispettivamente ai precedenti punti 7.3, 7.4, 7.5 e 7,6;
f) Valutazione generale del livello di separabilità o della non separabilità dei costituenti, indicando il livello di significatività statistica ≥ 80% previsto dal metodo;
g) Data di effettuazione della prova;
h) Riferimento al sito Aticelca dove è riportato un estratto del metodo con la tabella contenente i criteri di valutazione per la separabilità e le indicazioni sull’utilizzo dei risultati.
Il resoconto di prova può inoltre contenere facoltativamente le seguenti informazioni:
a) Risultati di eventuali altre prove di tipo fisico-meccanico effettuate a complemento della valutazione;
b) Eventuali commenti specifici.

Particolari condizioni di prova, varianti dal metodo e tutto quanto non esplicitamente contemplato dal presente metodo dovrà essere riportato sul resoconto di prova.

 

 

10. Utilizzo dei risultati e dichiarazione volontaria del committente in merito alla riciclabilità

Il presente metodo permette di attestare la separabilità in un contesto domestico o professionale di due costituenti, di cui almeno uno di natura cartacea, che compongono un materiale o un prodotto. La separabilità è intesa come capacità di uno dei due costituenti di essere rimosso, in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista pratico per mezzo dell’uso delle mani e senza l’impiego di strumenti meccanici o sostanze chimiche e non comprende la conformità a eventuali requisiti di legge vigenti nel paese di impiego del prodotto.

Il risultato si riferisce al campione così come ricevuto e analizzato dal laboratorio, e descritto nel Resoconto di prova. È pertanto esclusa dalla valutazione la separabilità a seguito di lavorazioni successive o a seguito di usi del materiale o prodotto diversi da quello a cui il campione stesso è stato sottoposto prima dell’analisi.

Sulla base dell’esito della prova, il committente può:
a) Utilizzare i risultati al fine di orientare lo sviluppo del materiale o prodotto e dei relativi costituenti in un’ottica di Eco-design e di Economia circolare;

b) Utilizzare i risultati quale uno degli elementi utili al fine di comprovare il rispetto della norma UNI EN 13430 e allegati (UNI CEN/TR 13688);
c) Utilizzare i risultati al fine di redigere una propria autodichiarazione volontaria, con icone e diciture proprie, atta a comunicare la separabilità dei costituenti;
d) Utilizzare i risultati al fine di sottoporre a verifica del livello di riciclabilità secondo il Sistema di valutazione Aticelca 501 il materiale o prodotto a prevalenza cellulosica privo della parte separabile non cartacea e redigere una propria autodichiarazione volontaria, utilizzando l’icona e/o la dicitura Aticelca “RICICLABILE CON LA CARTA – Aticelca® 501”, atta a comunicare la separabilità e il livello di riciclabilità del costituente cartaceo privo del costituente separabile.

Il presente standard può essere usato anche per confrontare le prestazioni in termini di separabilità di materiali differenti a parità di supporto cartaceo, utilizzando un supporto cartaceo predefinito di riferimento, oppure per confrontare le prestazioni in termini di separabilità di materiali non ancora stampati o comunque ancora privi delle indicazioni sulla separabilità. In questo caso non è necessario procedere con le valutazioni di cui al punto 7.3 e 7.4 ma non sarà possibile utilizzare il risultato ai fini delle precedenti lettere b), c) e d).

 

 

Allegato 1 – Schema a blocchi delle diverse fasi del presente metodo

 

Allegato 2 – Schema di domande da somministrare ai giudici

Indica la facilità con cui hai individuato l’indicazione di separare le componenti del manufatto al fine del loro conferimento differenziato 0 – Non ho individuato l’indicazione di separare i componenti

1 – Ho individuato con difficoltà l’indicazione di separare i componenti

2 – Ho individuato con sufficiente facilità l’indicazione di separare i componenti

3 – Ho individuato immediatamente l’indicazione di separare i componenti

Indica la facilità con cui hai compreso l’indicazione di separare le componenti del manufatto al fine del loro conferimento differenziato 0 – Non ho compreso l’indicazione di separare i componenti o ho trovato informazioni contrastanti

1 – Ho compreso con difficoltà l’indicazione di separare i componenti

2 – Ho compreso con sufficiente facilità l’indicazione di separare i componenti

3 – Ho compreso immediatamente l’indicazione di separare i componenti

Indica la facilità con cui hai compreso le modalità con cui svolgere l’operazione di separazione dei costituenti 0 – Non ho compreso come operare per separare i componenti

1 – Ho compreso con difficoltà come operare per separare i componenti

2 – Ho compreso con sufficiente facilità come operare per separare i componenti

3 – Ho compreso immediatamente come operare per separare i componenti